Il Cane della prateria dalla coda nera

Il cane della prateria dalla coda nera (Cynomis ludovicianus) è uno sciuride terricolo che scava intricate gallerie nel sottosuolo, creando colonie molto numerose.
È nativo del Nord-America, attivo soprattutto durante il giorno e deve il suo nome alle particolari vocalizzazioni simili a quelle di un cane.
L’organizzazione sociale del cane della prateria dalla coda nera in natura è molto intensa e complessa: vivono in colonie numerosissime composte anche da decine di individui. Un comportamento caratteristico è il “bacio”: mostrando gli incisivi i cani della prateria si riconoscono, si salutano e rinsaldano i rapporti.

Complesso è anche il repertorio di vocalizzazioni che possiedono, una varietà di suoni sono utilizzati per diverse situazioni: paura, eccitazione, irritazione, aggressione, ecc… Gli animali tenuti come pet spesso rivolgono il loro articolato linguaggio verso gli umani e si instaura un vero e proprio dialogo; i proprietari pian piano imparano a capire i versi dei loro animali e questa interazione rafforza il rapporto tra pet e umano. In cattività i cani della prateria vengono molto spesso tenuti come pet solitari e questo purtroppo contribuisce allo sviluppo di disturbi comportamentali gravi: aggressività, automutilazioni… È necessario quindi che questi soggetti possano avere interazioni con soggetti della stessa specie o con umani che possono assicurare loro compagnia e gioco.

ALLOGGIO
La gabbia deve essere il più spaziosa possibile, almeno 1 mt × 1 mt × 80 cm; dovrebbe essere fornita di alcune stanze per rispettare la normale attività di questi animali e per l’esercizio fisico. È consigliabile non utilizzare scale perché i cani della prateria non sono abili scalatori e cadendo possono provocarsi fratture. Il substrato della gabbia deve dare la possibilità agli animali di mantenere l’innato comportamento di scavare; deve essere pulito, atossico, non polveroso, assorbente (fieno, carta di giornale, pellet di carta riciclata…).
È importante fornire continuamente giochi e rami da rosicchiare (ad esempio legno di alberi da frutta) sia per aiutare l’animale a passare il tempo e a mantenere pareggiati i denti sia per impedire che si attacchi per ore alle sbarre della gabbia, traumatizzando a tal punto le radici degli incisivi che spesso evolvono in neoplasie.

A tal proposito è consigliabile utilizzare gabbie con pareti lisce facendo attenzione a mantenere comunque una buona aerazione. Fondamentale la presenza di nidi in cui gli animali possono rifugiarsi. Almeno due mangiatoie devono essere presenti: una per il cibo secco e l’altra per il cibo fresco. Una rastrelliera per il fieno è importante ed evita che questo fondamentale alimento venga a contatto con le urine e le feci degli animali. Un beverino a goccia fornisce l’acqua che dovrà essere sempre fresca e pulita.
La temperatura ideale di mantenimento è di circa 20-22 °C e l’umidità relativa del 30-70%. Durante il periodo invernale questi animali andranno incontro ad una specie di letargo caratterizzato da una ridotta attività, da una ridotta assunzione di alimento e da lunghe ore spese a dormire.
L’ideale sarebbe allevare questi animali in una voliera di 2 mt × 2 mt × 2 mt parzialmente interrata cosicché gli animali possano scavare tane e costruire gallerie sotterranee proprio come fanno in libertà.

 

ALIMENTAZIONE
Questo roditore sciuromorfo presenta i denti incisivi di tipo elodonte, è erbivoro ed in libertà si nutre prevalentemente di radici ed erbe selvatiche, un po’ di frutta e qualche insetto. In cattività è necessario offrire una dieta ricca di fibra e povera di grassi: fieno polifita a volontà, poco pellet specificatamente formulato per cani della prateria, verdura fresca e piccole quantità di frutta.

Un buon pellet ha una quota proteica del 10-12%, grassi 1,5-2,5%, fibra non meno del 20-25%. È consigliabile razionare l’alimento pellettato per evitare l’obesità a cui questi animali sono soggetti in cattività. I cereali e i loro derivati (pane, pasta, grissini, cracker, dolciumi…) sono da evitare perché troppo calorici e provocano seri danni all’apparato gastroenterico, oltre che obesità. Da evitare anche i cibi grassi come i semi di girasole, le arachidi e gli altri semi. Nel periodo invernale si integra la dieta con qualche insetto, sono molto gradite le cavallette.

 

STATO DI SALUTE E VISITE PERIODICHE
Si consigliano visite periodiche, due volte l’anno. Per questi animali non sono previste vaccinazioni preventive.