Psittaccidi

PSITTACIDI

INQUADRAMENTO TASSONOMICO
I pappagalli sono un gruppo piuttosto omogeneo di circa 350 specie di uccelli (Classe Aves) e appartengono tutti all’ordine Psittaciformi (Psittaciformes). Quest’ultimo è diviso in due famiglie: Cacatua (Cacatuidae) e Psittacidi (Psittacidae).

CLASSIFICAZIONE DEGLI PSITTACIFORMI 

Classe Aves Note N° Specie
Ordine Psittaciformes 353
Famiglia Cacatuidae Cacatua 21
Sottofamiglia Proboscigerinae Cacatua delle Palme 1
Sottofamiglia Calyptorhynchinae Cacatua neri 5
Sottofamiglia Nymphicinae Calopsitte 1
Sottofamiglia Cacatuinae Cacatua bianchi 14
Famiglia Psittacidae Pappagalli tipici 332
Sottofamiglia Loriinae Lori e Lorichetti 53
Sottofamiglia Psittacinae Pappagalli tipici
Tribù Psittrichadini Pappagallo di Pesquet 1
Tribù Nestorini Kaka e Kea 2
Tribù Strigopini Kakapo 1
Tribù Micropsittini Pappagalli pigmei 6
Tribù Cyclopsittini Parrocchetti dei fichi 6
Tribù Platycercini Roselle e similari 37
Tribù Psittaculini Pappagalli asiatici 66
Tribù Psittacini Pappagalli africani 12
Tribù Arini Pappagalli americani 148

AMBIENTAZIONE
È ovvio che un pappagallo non può vivere libero in casa quando non c’è il proprietario: ci sono troppi rischi. Ergo, quando il pappagallo è solo a casa, deve stare in un ambiente controllato. Questo ambiente deve essere di dimensioni adeguate alla specie, se da un lato è accettabile che stia in una voliera di dimensioni relativamente modeste per dormire, o per passare poco tempo della giornata, è anche ovvio che se deve passarci alcune ore, è indispensabile che l’ambiente offra al suo ospite lo spazio per muoversi bene e le giuste distrazioni.

Gabbia
La gabbia, intesa come un ambiente controllato di dimensioni ridotte (la cosiddetta pappagalliera, di circa 50 x 50 x 50 cm), non è un ambiente adatto a un pappagallo di dimensioni medie o grandi. Invece, una buona volieretta da interni, costruita con il materiale adatto, assemblata con i fili/rete di dimensioni adeguate e distanziati in maniera corretta, può andare bene per Psittaciformi di piccole dimensioni come pappagallini ondulati, calopsitte o inseparabili. Indicativamente, le dimensioni di una voliera adeguata per uno/due pappagallini ondulati (Melopsittacus undulatus) o per uno/due inseparabili (Agapornis spp.) sono di 60 x 40 cm x 40 di altezza, mentre per le calopsitte (Nymphicus hollandicus), che sono un po’ più grandi ed hanno una struttura da volatore, è meglio un aviario di 80 x 50 cm x 50 di altezza. Le voliere migliori sono costruite in materiali non tossici, ma difficilmente aggredibili dal becco dei nostri pappagalli; devono essere facili da pulire, meglio se con un cassetto facilmente estraibile per la pulizia del fondo e la sostituzione della lettiera. Ottime le volierette in cui una grossa porzione di parete si apre orizzontalmente, creando una specie di balcone che include un comodo posatoio.

Voliere da interni
I pappagalli di taglia media e grande invece [dal caicco (Pionites spp.) in su], hanno bisogno di una voliera da interni. Premesso che non esiste una voliera troppo grande, è anche vero che questa deve stare in una casa, quindi è inutile proporre dimensioni esagerate, che nessuno sarebbe in grado di soddisfare, ma piuttosto rifarsi agli standard internazionalmente accettati.
Per i pappagalli fino a circa 3-400 grammi di peso, una volieretta di circa 50 x 50 x 120 cm di altezza potrebbe andare bene, mentre per i pappagalli più grandi è necessario passare ad almeno 70 x 70 x 160 cm di altezza. Meglio se le voliere hanno il soffitto apribile, che si trasforma in un alloggio per un posatoio.

Materiale di costruzione
Il materiale con cui è costruita la voliera deve essere robusto e non attaccabile dal pappagallo, quindi, niente legno né plastica, meglio l’acciaio. Inoltre, è bene che le voliere siano esenti da zinco e piombo.

Tipo di aperture – sistemi antifuga
È essenziale che le voliere da interni siano costruite in modo che i pappagalli non riescano ad aprire le porte e neppure a sbalzare beverini e mangiatoie per poi uscire in maniera autonoma, con i rischi che ne conseguono. Come detto sopra, è sempre ben vista la presenza di un’apertura che possa fungere da porta trespolo permanente, quando il pappagallo è libero, fuori dalla voliera: in tal modo può identificare con facilità la zona di atterraggio e stazionamento per rientrare in voliera.

Mangiatoie e abbeveratoi
È molto importante che le normali manovre di sostituzione e pulizia di mangiatoie e abbeveratoi possano avvenire senza disturbare i pappagalli. Ovviamente, questi ultimi sono abituati alle routinarie operazioni di manutenzione, ma devono potere percepire la voliera come il loro spazio, che controllano e in cui non vengono disturbati.

Posatoi e loro supporti
I posatoi devono essere adeguati sotto vari profili: materiale, forma, posizione e specialmente, numero. Il materiale ideale è il legno, meglio se si tratta di rami naturali, provenienti da piante non tossiche, ben puliti ma con la corteccia, in modo che gli uccelli si possano divertire a morderli, scortecciarli, al limite distruggerli. Vanno bene anche i posatoi artificiali in materiale abrasivo (tipo Sandy-perch), che aiutano a mantenere unghie e becco della giusta lunghezza. Questi posatoi non devono essere gli unici a disposizione del pappagallo. Sono invece da evitare i posatoi cilindrici in plastica: non offrono alcuno stimolo comportamentale ai pappagalli e sono dannosi per i piedi, che appoggiano sempre nello stesso modo.
La forma deve essere varia, come lo sono i rami naturali, quindi irregolari, un po’ curvi e di diametro variabile, in modo che il piede si eserciti bene durante la giornata. La posizione all’interno della voliera deve essere ben ponderata: i posatoi non devono impedire le normali operazioni di pulizia della voliera, ma essere comodi e fruibili dal pappagallo. Non devono essere così in alto da far sì che l’uccello, appollaiato, tocchi il soffitto con la testa. Il numero dei posatoi non deve essere eccessivo: due o tre sono sufficienti. Troppi posatoi intralciano le possibilità di movimento e di volo e limitano la creatività individuale del soggetto.

Fondo, lettiera e igiene
Il fondo della voliera deve essere pulibile e pulito. Può essere una griglia metallica, purché le maglie siano adeguate al tipo di ospite e il pappagallo non si senta scomodo a camminarci. In tal caso, meglio un fondo liscio, con uno strato cospicuo di lettiera adeguata. La lettiera può essere in materiali diversi e la sua scelta dipende molto dalla possibilità che il pappagallo abbia o meno accesso alla lettiera stessa. Se il fondo è in griglia, il tipo di lettiera non ha molta importanza, basta che sia ben assorbente, tanto il pappagallo non ha modo di prenderla nel becco. Se invece l’uccello può scendere direttamente sulla lettiera, allora sono da evitare tutte quelle in materiale igroscopico non digeribile, perché se il pappagallo le ingerisce possono causare un blocco intestinale.
Vanno bene invece le lettiere assorbenti in tutolo di mais, oppure la sabbia di fiume, pulita, che non è igroscopica, è meno assorbente, ma se ingerita in modeste quantità non è pericolosa.

Trasportino
I pappagalli possono anche viaggiare con il proprietario. Il trasporto deve avvenire con il minore trauma possibile, sia psichico, sia soprattutto fisico, per l’uccello. In linea generale è bene non trasportare i pappagalli nelle gabbie/voliere in cui stanno abitualmente. Gli animali sono esposti a troppi stimoli esterni che non possono gestire bene dal punto di vista psicologico, ma soprattutto nel caso in cui la gabbia/voliera cada o si ribalti per esempio durante una frenata brusca esiste il serio rischio di un trauma grave. Infatti è spesso accaduto che durante questi piccoli incidenti, il pappagallo abbia messo una zampa o un’ala fra le sbarre, rompendosi l’arto.


I migliori trasportini sono quelli chiusi, come quelli in plastica per cani e gatti. Si dovrà semplicemente applicare un posatoio all’interno, in modo che il pappagallo stia comodo durante il viaggio. Il pappagallo, nella relativa penombra che si crea in quell’ambiente, starà più tranquillo e se ci fosse un incidente, al massimo potrà rotolare con il trasportino, ma senza farsi male seriamente.
Alla griglia che funge da porta, si potranno applicare un abbeveratoio e una mangiatoia, anche se probabilmente il pappagallo non mangerà, né berrà nulla durante il viaggio.

ALIMENTAZIONE
Le necessità nutritive dei pappagalli da compagnia sono diverse da quelle dei pappagalli selvatici, soprattutto perché i pappagalli in natura passano molto tempo e sprecano molta energia a ricercare l’alimento volando anche a lunga distanza. Ovviamente non è possibile riprodurre fedelmente la dieta naturale di più di 350 specie di Psittaciformi, ma visto che si tratta di uccelli dello stesso gruppo e quindi con una fisiologia simile, si può supporre che, una volta mantenuti in condizioni simili, abbiano necessità nutrizionali comparabili.
Tradizionalmente la dieta dei pappagalli in cattività si è purtroppo basata sulla somministrazione di una miscela di semi secchi; nei pappagalli medi e grandi, tali miscele prevedono inoltre una forte percentuale di semi di girasole. Con rare eccezioni (poche le specie spiccatamente granivore anche in natura), questo tipo di dieta non è adeguato al mantenimento dei pappagalli in uno stato di buona salute per lunghi periodi. Sono invece da preferire diete che contemplino alimenti di vario tipo, fra cui cibo fresco (frutta, verdura, germogli e bacche), ma somministrati per poche ore al giorno, per evitare che marciscano, alternati ad alimenti secchi, come semi (che non devono essere più del 20 – 25% del totale), ma soprattutto estrusi o pellettati specifici per pappagalli (che possono rappresentare fino al 70-80% del totale).
ARRICCHIMENTO AMBIENTALE
Necessità fisiologiche: è ovviamente importante che in cattività vengano rispettate le caratteristiche fisiologiche dei pappagalli in Natura.
Bisogna però fare molta attenzione a conoscere e capire bene la biologia delle diverse specie, infatti, quando si parla per esempio di rispetto del range termico ottimale, si corre il rischio di cadere nel tipico errore che molti fanno e purtroppo continuano a fare: i pappagalli non hanno bisogno necessariamente di stare a temperature elevate.
Se vale per tutte le specie la regola che non vanno bene gli sbalzi termici e che quindi un pappagallo che vive in casa a +/- 20 °C non dovrebbe essere messo di colpo all’esterno d’inverno, è anche vero che molte specie vivono abitualmente in zone con notevoli escursioni termiche stagionali. Ad esempio, i cacatua che vivono nel sud dell’Australia e in Tasmania, vedono spesso cadere la neve, come pure i pappagalli che vivono in alcune zone dell’America meridionale, spesso in natura si devono destreggiare con temperature attorno agli 0 °C o addirittura inferiori.
Poche specie, soprattutto i piccoli lori e alcune specie che originano da Papua – Nuova Guinea e alcune specie centroamericane, possono avere necessità di stare molto al caldo, ma si consiglia di verificare con dei veri esperti la gestione termica delle voliere.

Arricchimento sociale: i pappagalli sono animali altamente sociali, cui non deve mai mancare, in quantità adeguata, la giusta interazione con altri soggetti, siano questi umani, altri animali, pappagalli di altre specie, oppure conspecifici. È ovvio che anche questi stimoli devono seguire delle regole. Innanzitutto il pappagallo deve avere la libera scelta di interagire con altri soggetti, ovvero decidere di starsene per i fatti suoi: quindi, nel momento in cui sta fuori dalla sua voliera, deve poterci rientrare a suo piacimento.
Le interazioni con altri animali (cani, gatti, altri uccelli) possono essere molto stimolanti per entrambi i soggetti, ma possono anche essere fonte di rischio, per cui non devono mai avvenire con gli animali non controllati dal proprietario. Anche in questo caso, ogni soggetto deve avere l’opportunità di scegliere se interagire con l’altro (gli altri), oppure starsene da solo.

Arricchimento ambientale: l’ambiente gabbia, cioè il luogo dove il pappagallo passa buona parte del tempo non accudito direttamente dal proprietario, deve essere confortevole, ma anche offrire giochi e stimoli vari, che impediscono che l’uccello si annoi se sta da solo qualche ora. Esistono molti giochi in vendita per pappagalli, ma è pure possibile fabbricare giochi in legno naturale o metallo non tossico, con cui il pappagallo passa un po’ di tempo svagandosi: a volte un semplice ramo fresco di salice o altro legno succoso, a fibra lunga e non tossico, è più interessante di giochi elaborati che sono più belli per il proprietario che utili per il destinatario.

È importante seguire alcune regole:
– non mettere troppi giochi a disposizione contemporaneamente;
– se il pappagallo si stufa, avere un ricambio alternativo pronto;
– lasciare che il pappagallo scelga i suoi svaghi liberamente.

ALLEVAMENTO DEI PICCOLI
Benché la pratica di allevare i pulli di pappagallo artificialmente (c.d. allevamento a mano o “allo stecco”) sia ancora piuttosto diffusa, è auspicabile che venga limitata ai casi veramente necessari; infatti sta sempre più prendendo piede l’idea che molti dei problemi comportamentali che si osservano nei pappagalli adulti, siano da ricercare come origine nella mancata (o inadatta) socializzazione in giovane età, per cui si arriverà a determinare specie per specie, l’età migliore per potere separare i pulli dai genitori, come quella per svezzarli.
Nei casi in cui si ritenga necessario, o preferibile allevare i piccoli a mano, è necessario che vengano cresciuti assieme ad altri giovani pappagalli, meglio se della stessa specie o di specie consimili, ma al limite anche di altri generi.

STATO DI SALUTE E VISITE PERIODICHE
I pappagalli, come e di più degli animali domestici convenzionali, devono essere visitati periodicamente da un veterinario esperto.
Una prima visita avverrà a pochi giorni dall’arrivo del nuovo pet in casa, ma è bene che ci siano visite almeno 2 volte l’anno, corredate da esami di laboratorio, che accertino il buono stato di salute dei pappagalli in cattività.
È anche indispensabile che almeno ogni 2-3 anni, i soggetti tenuti come animali da compagnia in casa, effettuino dei controlli per la Psittacosi: questa è l’unica malattia importante che i pappagalli possono trasmettere all’uomo, ed è pertanto necessario tenerla sotto controllo.
Nel caso soprattutto di allevamenti di psittacidi vanno testati  i soggetti presenti tramite un prelievo ematico da inviare al laboratorio per escludere la positività sierologica nei riguardi di Circovirus, responsabile della Malattia del becco e delle penne degli Psittacidi (Psittacine Beak and Feather Disease, PBFD),e di Polyomavirus aviare , responsabile della poliomavirosi,  malattie molto temute dal momento che non esiste ancora alcuna valida terapia trattandosi di patologie ad eziologia virale.